In questo numero:

 

/3 L’editoriale Roberto D’Avascio

/7 VENT’ANNI DI ARREVUOTO Interventi di:
Roberto Andò, L’imperfetta misura dell’umano; Maurizio Braucci, Un progetto al servizio della comunità; Roberta Carlotto,
L’importanza di coltivare la curiosità; Ninni Cutaia, Vent’anni di Arrevuoto: dalla scintilla alla storia; Marzia D’Alesio, Arrevuoto: dal 2005 progetto identitario del Teatro di Napoli; Ermanna Montanari e Marco Martinelli, Arrevuoto: «sovversione, rovesciamento,
cambio di punto di vista»; Emma Ferulano, Arrevuoto è; Lorenzo Pavolini, Lo rifarei; Massimiliano Virgilio, C’è sempre qualcosa da “arrevotare”; Claudia Cannella, Arrevuoto, un progetto folle e rivoluzionario; Stefano Cardone, Un’astronave chiamata Arrevuoto

/63 ARREVUOTO: CORPI, PAROLE, IMMAGINI Interventi di:

Sharon Amato, Ammorbidire i confini-metafora di un sogno di democrazia; Alessandra Asuni, Una flottiglia che naviga controcorrente, Mirko Calemme, La potenza di un coro; Maurizio Capone, Arrevuoto o dell’abbattimento delle barriere; Alessandra Cutolo, Le ragazzine con la parrucca rossa; Linda Dalisi, Il corpo unico del gruppo; Annalisa D’Amato, L’urgenza di un presente da “arrevotare”; Violetta Di Costanzo, Viva il progetto Arrevuoto! Che possa vivere per cento anni e oltre!; Raffaele Di Florio, Lettera a un compagno di viaggio; Rosario Esposito La Rossa, Arrevuoto per me è la primavera; Adriana Follieri, Quando la comunità fa il teatro; Anna Gesualdi, Un laboratorio di democrazia radicale; Nicola Laieta, Vattenne, Thanatos; Sergio Longobardi, Un serbatoio di talenti; Vincent Longuemare, Il disegnatore luci francese; Sara Lupoli, Tracce sottili nei corpi e nei luoghi; Antonella Monetti, Il linguaggio della musica; Anita Mosca, Arrevuoto come necessità del fare teatro nella città e per la città; Fabrizio Nardi, Una rivoluzione quotidiana, Vincenzo Nemolato, Si accesero le luci; Sara Sole Notarbartolo, Confetti di Arrevuoto; Laura Ottieri, Un paio di orecchie d’asino; Emanuele Palumbo, Ogni città dovrebbe avere il suo Arrevuoto; Alessandro Papa, L’energia della socialità che incontra il teatro, Valeria Pollice, Quel potere strano del teatro; Nunzia Russo, Un gioco straordinariamente serio; Massimiliano Sacchi, L’apertura all’ imprevisto, oltre il limite dell’utile; Maddalena Stomaiuolo, Vent’anni di gentile rivoluzione; Tonino Stornaiuolo, Forse un fiore nascerà; Emanuele Valenti, Storia di una canzone, Gianni Vastarella, Dialogare con la mia iperattività.