Orfani veleni è il progetto vincitore della prima edizione del Premio Enzo Moscato per artisti e compagnie under 35. Spiega Davide Cristiano che lo ha ideato: “Se l’uomo che dorme in strada fosse l’ultimo baluardo di una comunità in estinzione? Se chi è considerato un relitto fosse in fondo il solo capace di raccontarci del naufragio? Un vecchio attore di teatro, ridotto ai margini del nostro sguardo, è l’unico rimasto ad abitare la piazza, il luogo di una collettività in disfacimento. Solo una figura angelica, un Pulcinella serafico, può intervenire in suo soccorso quando tre ragazzi si abbattono su di lui come avvoltoi su un corpo in agonia: sono l’incarnazione di quegli stereotipi che hanno declassato la cultura popolare ad oleografica fino ad annichilirla. Su tutti loro aleggia fuori dallo spazio e dal tempo la lucida voce del poeta. Questo è lo scenario in cui il testo di Enzo Moscato, Orfani Veleni, viene precipitato per dare corpo all’indagine poetica e metafisica che il compianto autore compone in un esercizio definito di de-mascherazione. Nell’opera si articola per la città di N. e la sua comunità una domanda di sopravvivenza, resistenza, o meglio ancora, di nascita: quasi una forma di rituale magico, di esorcismo – ha scritto Moscato. Un necessario urlo di vita di fronte all’inarrestabile devastazione di cose e sentimenti di questa città. Una città che per il poeta napoletano ingloba l’universo intero”.









