L.A.V.A.
coreografia, concept, luce, suono e set Emio Greco | Pieter C. Scholten | Roberto Zappalà
con Danzatori ICK Dans Amsterdam | Danzatori Compagnia Zappalà Danza
Danzatori:
Compagnia Zappalà Danza:
Samuele Arisci, Loïc Ayme, Faile Sol Bakker, Anna Forzutti, Silvia Rossi, Alessandra Verona
ICK Dans Amsterdam:
Victor Callens, William Philbert, Emma Shelly, Payton St.John, Ricardo Vasquez Allen, Fiona Yau
musica e sound design Salvador Breed
costumi Clifford Portier
disegno luci Ulysse Fontaine
assistenti director ICK Dans Amsterdam: Victor Swank
compagnia Zappalà Danza: Fernando Roldán Ferrer
una coproduzione ICK Dans Amsterdam, Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza e Teatro Stabile di Catania
in collaborazione con Meervaart Theater Amsterdam, Julidans Festival, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
con il patrocinio di INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Regione Siciliana, Fonds Podiumkunsten, Amsterdams Fonds voor de Kunsten
Nel sito archeologico di Pompei va in scena l’anteprima di L.A.V.A., nuova coproduzione internazionale firmata da Emio Greco | Pieter C. Scholten e Roberto Zappalà, che riunisce in scena i danzatori di ICK Dans Amsterdam e Compagnia Zappalà Danza. Presentata qui in una versione site-specific unica, la performance si sviluppa in dialogo diretto con il paesaggio storico, dove l’incontro tra due universi coreografici acquista un’ulteriore intensità fisica.
L.A.V.A. traccia un sottile parallelismo tra le forze geologiche e gli impulsi umani. Così come il magma si accumula sotto la terra prima di trovare una linea di frattura, anche nei corpi e nelle società le tensioni si addensano. Il titolo evoca inoltre un ciclo: lotta, avversione, vuoto e astrazione — una traiettoria che conduce dalla pressione e dal conflitto verso la trasformazione. Ciò che prende forma è un viaggio intensamente fisico e sonoro attraverso un paesaggio di tensione, resistenza e flussi sotterranei. All’interno di uno spazio performativo condiviso, linguaggi di movimento contrastanti si scontrano per liberare nuove forme di danza – grezze, stratificate e imprevedibili. I corpi si avvicinano, collidono e si riaprono di nuovo. L’intensità non nasce dall’armonia, ma dall’attrito. Possiamo sostenere la differenza – e iniziare a riconoscerla come terreno fertile?
Il paesaggio sonoro di Salvador Breed agisce come una forza autonoma all’interno della performance: un ambiente sonoro pulsante fatto di texture e ritmi elettronici. Risonanze profonde spingono la danza in avanti, la interrompono e la mantengono in uno stato di tensione costante.












