Scritto nel 1974, Il pozzo dei pazzi è l’opera più celebre e folgorante di Franco Scaldati: una partitura feroce e straziante in cui due derelitti, Aspano e Benedetto, lottano per la sopravvivenza disputandosi una gallina rubata, sospesi tra il realismo crudo della strada e la dimensione orfica e surreale tipica del grande drammaturgo palermitano.
In questo nuovo allestimento, intitolato significativamente Il pozzo dei pazzi o mai più, l’opera viene riattivata dalla drammaturgia e regia di Franco Maresco e Claudia Uzzo, con la collaborazione di Umberto Cantone.
All’interno di una cornice visionaria, che guarda a un’umanità ormai al suo capolinea, il testo del ’74 diventa l’oggetto di una disperata fanta-archeologia teatrale: un serrato dispositivo scenico in cui le interferenze video si scontrano con il palcoscenico, chiamando un manipolo di attori a resuscitare quella lingua sacra e notturna contro i cliché e l’omologazione del presente.
Proseguendo il percorso comune iniziato al Teatro Mercadante con I poeti non cadono in piedi, Maresco e Uzzo trasformano lo spettacolo in un corpo a corpo estremo con l’eredità del poeta: una battaglia in cui la parola/lingua di Scaldati o ritrova la sua intatta, scandalosa verità o non ha più alcuna possibilità di esistere. O Scaldati, o mai più.
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