USCITA DI EMEREGENZA
di Manlio Santanelli
regia Alfio Scuderi
con Vincenzo Ferrera, Nando Paone
musiche originali Roy Paci
scene Enzo Venezia
costumi Roberta Mattera
luci Luigi Biondi

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
recupero stagione 2025/2026

Uscita di emergenza è uno di quei classici che è sempre bello ritrovare in un nuovo allestimento, con una nuova lettura e nuovi attori. Il testo è connotato da una forte attualità, non solo per la cronaca legata a quel terremoto che condiziona, oggi come ieri, i due protagonisti nella loro condizione di instabilità e isolamento, ma anche per quella precarietà che sta alla base della storia: precarietà che oggi avvolge il mondo devastato da guerre e disagi, da squilibri e disumanità, un mondo che si muove tra terremoti di ogni genere. Scrive Scuderi nelle sue note: «La scrittura di Santanelli mi ha colpito per il suo stile diretto e poetico al tempo stesso, e per la grande ironia che pervade tutti i suoi testi. Manlio Santanelli è un autore moderno, dinamico, vivace; un autore che, pur attingendo alla grande tradizione teatrale della sua città, guarda alla drammaturgia contemporanea europea. Uscita di emergenza è una di quelle commedie perfette, nella struttura, nel ritmo, nella comicità, e anche nella sua densità. Santanelli riesce a trovare un incredibile equilibrio tra ironia e riflessione, tra gioco interpretativo e drammaturgia. E proprio nel modo in cui quell’incertezza e quella precarietà esistenziale vengono esorcizzate con l’ironia dall’autore sta la natura più profonda, più attuale e interessante del testo». Per questo viaggio nella scrittura di Santanelli il regista ha pensato a due speciali compagni: Vincenzo Ferrera e Nando Paone. Sono due attori che si muovono con grande disinvoltura tra commedia e dramma, tra comicità e poesia. “Pacebbene” manterrà la sua forte identità napoletana, immaginata nella scrittura dall’autore, mentre “Cirillo” sarà ripensato siciliano, in quel gemellaggio poetico tra queste due culture così vicine, che tanta passione ha sempre generato. Le musiche originali di Roy Paci, con la sua tromba, saranno un terzo personaggio invisibile che ci accompagnerà dentro la tensione drammaturgica, contrappuntando l’ironia del testo. «Infine», conclude il regista, «una dedica speciale voglio fare, avvicinandomi a questo testo, ad una carissima amica, una guida, una donna che il teatro lo ha davvero amato tanto, una donna forte e coraggiosa che produsse con la sua compagnia proprio quella prima edizione del 1980: Melina Balsamo».

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