Geppy Gleijeses porta in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli Il Sindaco del rione sanità e scrive nelle sue note: – Nei miei 50 anni di teatro ho interpretato 7 sue commedie, prima con il suo benestare, poi con quello del mio amico Luca, che tanto manca a me e al teatro italiano, ed ora grazie a Tommaso che così amorevolmente e con grande competenza amministra l’immenso patrimonio. E così, a 72 anni, un anno meno di quanti ne aveva Eduardo allora, realizzo il sogno di interpretare “Il sindaco”, la commedia a cui egli era più legato, come confessò a Sergio Lori tanti anni fa.
Chiariamo subito che la camorra con “Il sindaco del rione Sanità” non c’entra nulla.
Antonio Barracano è “un uomo d’onore” che per buona parte della sua vita si era dedicato a comporre dissidi, amministrando una forma di giustizia alternativa a quella dello Stato, uno Stato che condannava gli innocenti e spesso non aveva pietà. Il suo personaggio era ispirato a un uomo realmente esistito: si chiamava Campoluongo. Ma lasciamo parlare Eduardo. Commedia simbolica, politica, quasi didattica, ma che a mio avviso pretende di essere affrontata di petto, affondando le mani nel male, nella sofferenza e, a volte, nel sangue. Ma commedia non tragedia: in essa sono presenti alcune delle più belle battute dell’Autore, C’è in questa commedia la più bella uscita di scena di un personaggio eduardiano: a Vicienzo ‘o Cuozzo che implorando perdono gli chiede la mano, Eduardo-Barracano risponde, mentre come in una tragedia greca va a morire fuori scena, “No, ‘a mano no”. Da 52 anni quella battuta aumenta i battiti del mio cuore e mi ricorda che cos’è “Il Grande Teatro”.
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