Due Signore e un Cherubino è una pièce scritta da Goliarda Sapienza intorno al 1987. A ispirare l’opera fu l’amicizia vivace e sui generis che venne a instaurarsi tra la stessa scrittrice e Marta Marzotto. Un testo che attraversa, con la consueta lucidità visionaria dell’autrice, il territorio complesso delle relazioni umane, delle identità femminili e delle maschere sociali. La scrittura di Sapienza si muove tra ironia e ferocia, poesia e disincanto, restituendo personaggi sospesi tra desiderio di emancipazione e condizionamenti profondi, in un continuo cortocircuito tra intimità e sguardo pubblico. Nel testo emerge con forza uno dei nuclei fondamentali della sua poetica: la tensione verso una libertà individuale mai pacificata, spesso ostacolata da strutture culturali e affettive che imprigionano i corpi e le coscienze. Le “due signore” diventano così figure emblematiche di un femminile complesso, non idealizzato, attraversato da contraddizioni, mentre il “cherubino” introduce una dimensione perturbante e simbolica, capace di incrinare equilibri e verità apparenti. La regia è affidata a Massimo Verdastro, in scena Paola Pace e Almerica Schiavo che danno corpo a un dialogo serrato e mutevole, in cui identità e ruoli si ridefiniscono continuamente.
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