03/10/2026 21:00

HAUNTED
un progetto di e con Gaia Ginevra Giorgi
dialogo drammaturgico Giada Cipollone
cura del suono Glauco Salvo
disegno luci e direzione tecnica Andrea Sanson
collaborazione tecnica Emanuele Pontecorvo
creazione degli abiti Giuditta Tanzi / Garbage Core
ephemera a cura di Vittoria Assembri
organizzazione e amministrazione Giusy Guadagno / Extragarbo

produzione Index nell’ambito del progetto Vivarium
in collaborazione con Extragarbo
co-produzione Snaporazverein (CH)
con il sostegno di Ravenna Teatro, Segni-Residenze Franche, C.U.R.A. Centro Umbro di Residenze Artistiche, C32 Live Arts Cultures, Malagola, Superbudda
con il supporto di MiC – Ministero della Cultura

Gaia Ginevra Giorgi è un’artista e ricercatrice. La sua pratica integra scrittura, suono, voce e dispositivi performativi, sviluppandosi attraverso performance, installazioni, formati radiofonici e processi di ricerca situata. Con prospettiva femminista, ecologica e attenta alle questioni di genere e di classe, indaga il rapporto tra memoria, archivio, vocalità e pratiche di trasmissione del sapere, esplorando il potenziale politico delle metodologie hauntologiche, della contro-archiviazione e delle forme performative di riattivazione del passato.
Nel 1994 un’alluvione annega un archivio radiofonico e corrompe le tracce magnetiche di una voce. La voce scompare dai nastri rovinati e deteriorati, testimoniando la consistenza fragile della memoria e la precarietà dei suoi archivi. Il ritrovamento delle bobine apre all’haunting la via d’accesso a quell’archivio, non per re-istituirlo, ripararlo e reintegrarlo, ma per creare le condizioni di una sua riapparizione, desiderante e spettrale. Il processo di creazione performativa-sonora non ambisce alla rimessa in circolo della voce scomparsa del passato e non convoca il ritorno anacronistico del fantasma. Haunted è una drammaturgia sonora del ricordo, che riversa nell’analogico una polifonia di field-recordings, registrazioni di lettere, incisioni di sogni, voci, soundscapes, frequenze radio distorte, interferenze, e suoni live. Haunted racconta un archivio materiale e spettrale, che oscilla sulla soglia tra archeologia e immaginazione.

Gaia Ginevra Giorgi

Gaia Ginevra Giorgi è un’artista e ricercatrice attiva tra arti performative, sound art e ricerca artistica. Attualmente è dottoranda in Nuovi Media e Pratiche Critico-Curatoriali della Creazione Contemporanea presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
La sua pratica integra scrittura, suono, voce e dispositivi performativi, sviluppandosi attraverso performance, installazioni, formati radiofonici e processi di ricerca situata. Attraverso una prospettiva femminista, ecologica e attenta alle questioni di genere e di classe, indaga il rapporto tra memoria, archivio, vocalità e pratiche di trasmissione del sapere, esplorando il potenziale politico delle metodologie hauntologiche, della contro-archiviazione e delle forme performative di riattivazione del passato.
Come autrice, dramaturg e performer, ha presentato il proprio lavoro in numerose istituzioni e festival nazionali e internazionali, tra cui Santarcangelo Festival, Short Theatre, Romaeuropa Festival, Triennale Teatro Milano, Istituto Svizzero (Milano), TBA21–Academy (Venezia), Fondazione Antonio Ratti, Lavanderia a Vapore, Villa Medici, Schlachthaus Theater (Berna), Espacio Fundación Telefónica (Madrid), Schirn Kunsthalle (Francoforte), Barcelona Poesia, Das Weisse Haus e Bears in the Park (Vienna), oltre alla Biennale di Venezia.
Dopo gli studi in Filosofia, ha conseguito una laurea magistrale in Teatro e Arti Performative presso l’Università IUAV di Venezia, istituzione con cui continua a collaborare. Nel 2023 è stata artista in residenza presso Malagola – Centro Studi Internazionali sulla Voce. È co-fondatrice del collettivo Extragarbo, cura il programma radiofonico Walk So Silently That the Bottoms of Your Feet Become Ears su Fango Radio ed è artista associata a Radio Raheem.
Nel 2024 ha ricevuto il Premio Vienna, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, dall’Istituto Italiano di Cultura di Vienna e dalla Universität für angewandte Kunst Wien / Angewandte Performance Laboratory, ed è stata inclusa da Exibart tra gli artisti emergenti dell’anno. Il suo lavoro è stato recentemente presentato all’interno della pubblicazione Ri-materializzazione del linguaggio (Nero Editions, 2024) e del progetto Sonic Investigations per il Padiglione del Lussemburgo alla Biennale di Venezia 2025. Le sue ricerche e pratiche artistiche sono inoltre discusse in diverse pubblicazioni dedicate agli studi sulla voce e sul suono, tra cui Voice di Caterina Tomeo (Castelvecchi, 2025).
Tra i suoi lavori più recenti Haunted, No archive will restore us, If I turn into liminal sounds, you won’t catch me, Padiglione delle Meraviglie (2024), Cometario, Ecotongues (2025), Resonant Vessels, May falling asleep never open our mouth (2026).

Note

Nel 1994 un’alluvione annega un archivio radiofonico e corrompe le tracce magnetiche di una voce. La voce scompare dai nastri rovinati e deteriorati, testimoniando la consistenza fragile della memoria e la precarietà dei suoi archivi, che non si presentano come architetture salde e persistenti ma come paesaggi precari e temporanei. Il ritrovamento delle bobine, molte delle quali hanno subito processi di degradazione irreversibili, apre all’haunting la via d’accesso a quell’archivio, non per re-istituirlo, ripararlo e reintegrarlo dentro un regime positivo di visibilità e permanenza, ma per creare le condizioni di una sua riapparizione, desiderante e spettrale. L’auto-etnografia hauntologica informa un processo di creazione performativa-sonora che dunque non ambisce alla rimessa in circolo della voce scomparsa del passato e non convoca il ritorno anacronistico del fantasma. Haunted è una drammaturgia sonora del ricordo, che riversa nei circuiti sottili dell’analogico una polifonia di field-recordings, registrazioni di lettere, incisioni di sogni, voci, soundscapes estratti da home movies, frequenze radio distorte, interferenze, e suoni live. I frammenti sonori si riversano in campionatori, nastri magnetici, antenne che captano lo spettro elettromagnetico, rilevatori di ultrasuoni, idrofono e microfoni a contatto. A partire dalla riscrittura paradossale del sé Haunted racconta un archivio fantomatico, materiale e spettrale, che oscilla sulla soglia tra archeologia e immaginazione.

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