05/03/2027 20:30

06/03/2027 19:00

MAMI
concezione e regia Mario Banushi
con Vasiliki Driva / Katerina Kristo, Dimitris Lagos / Nontas Damopoulos, Eftychia Stefanou / Ilia Koukouzeli, Angeliki Stellatou, Fotis Stratigos / Ennea Vangelis e Panagiota Yiagli
scenografia e costumi Sotiris Melanos
musica originale e sound design Jeph Vanger
light design e dramaturg associato Stephanos Droussiotis
collaboratori artistici Aimilios Arapoglou, Thanasis Deligiannis
assistente alla regia Theodora Patiti

relazioni internazionali e gestione delle tournée Nikos Mavrakis
responsabili della produzione durante il periodo di creazione Rena Andreadaki e Christos ChristopoulosTooFarEast
responsabile della produzione esecutiva e delle tournée Ioanna PapakostaTooFarEast
coordinatrice delle audizioni e delle residenze artistiche Konstantina Douka GkosiTooFarEast

vice coordinatore tecnico Giannis Kougias
light designer in tournée Marietta Pavlaki
fonico in tournée Kostas Chaidos
assistente alla scenografia Sofia Theodorou
assistente ai costumi Nikoleta Anastasiadou

realizzazione delle scenografie Michalis Lagkouvardos
costruzioni speciali Fratelli Alaxouzoi, Alexandros Loggos
installazioni luminose speciali Giorgos Ierapetritis
coordinamento tecnico delle prove Aristidis KreatsoulasTooFarEast
elettricista di prova Konstantinos Mavrantzas
supporto tecnico alle prove Stefanos Ntaoulas, Iason Papantoniou, Grigoris Zkeris, Paris Asimakopoulos

in collaborazione con OMAZ Civic Non-Profit Company

commissionato e prodotto da Onassis Stegi [GR]

coprodotto da Berliner Festspiele [DE], Odéon – Théâtre de l’Europe [FR], FOG Festival / Triennale Milano Teatro [IT], Espoo Theatre [FI], Festival d’Avignon [FR], Grec Festival Barcelona [ES], Théâtre de Liège [BE], Noorderzon Festival / Grand Theatre Groningen [NL]

ricerca iniziale e sviluppo del progetto resi possibili grazie al sostegno di Onassis AiR Fellowship [GR] e Centre Culturel Hellénique – Paris [FR]

presentazione di MAMI sostenuta da Programma Touring di Onassis Stegi

con il sostegno finanziario di Ministero della Cultura della Grecia

 

 

Creatore di un linguaggio scenico sorprendente, il giovane regista albanese Mario Banushi ha presentato in tutto il mondo i suoi primi spettacoli, Goodbye, Lindita (2023) e Taverna Miresia – Mario, Bella, Anastasia (2023), ed è acclamato a livello internazionale come l’enfant prodige del teatro greco. Se nelle sue opere precedenti il tema era il lutto, in MAMI è la fonte della vita. Nella mitologia personale di Banushi, infatti, le parole quasi omonime “mami” e “mam” diventano identiche. “Mami”, come madre. “Mam”, come cibo. Si strappa il proprio cuore e lo si offre a un altro come una pagnotta di pane caldo. Traendo ispirazione da esperienze personali, Banushi crea un santuario profano dedicato al rapporto madre–figlio. Per celebrarlo. Per esorcizzarlo. Per innamorarsene. Perché, come lui stesso osserva, “Ho sempre detto che la nascita è l’amore al contrario”. “Mia madre mi ha messo al mondo insieme a migliaia di altri bambini. Era un’ostetrica. MAMI è un inno a tutte le donne che ci hanno cresciuti. Quando avevo circa un anno, mia madre dovette lasciarmi con mia nonna in Albania e andarsene. Fino ai tredici anni ho chiamato mia nonna “mami”. Quando mia madre mi portò con sé ad Atene, sono cresciuto nell’appartamento sopra il forno dove lavorava, con l’odore del pane appena sfornato. Sono cresciuto circondato da molte donne. Sono cresciuto tra donne giovani e donne anziane. Sono cresciuto con più di una madre. Questo spettacolo è per loro: un desiderio, una preghiera per il peso che la parola “mamma” porta sia per chi la sente sia per chi la pronuncia. Chi si prende cura di chi – non ho mai capito questa relazione complicata. E non la capirò mai. Ma sto cercando di districarla come un cordone ombelicale, come le viscere che collegano la vita alle sue radici”.

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