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24/01/2027 18:00

ORLANDO FURIOSO
di Ludovico Ariosto
riduzione e adattamento Margherita Rubino
regia Davide Livermore
con Anna Della Rosa, Linda Gennari, Annamaria Ghirardelli, Mariangela Granelli, Laura Marinoni, Fulvio Pepe
e con Silvia Bennett
costumi Gianluca Falaschi
disegni Francesco Calcagnini
scene Eleonora Peronetti
musiche dal vivo Ensemble La Chimera: Sabina Colonna-Preti, Maria De Martini, Francesco Zoccali
luci Aldo Mantovani

produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Nazionale Croato di Fiume- Hnk Ivana Pl.Zajca U Rijeci

Quale poema, quale opera teatrale, quale trattato inizia con “Le donne”?
Ludovico Ariosto poteva aprire il suo Orlando Furioso anche scrivendo “L’armi, le donne, i cavalier, gli amori”. Ma la collocazione privilegiata di “Le donne” non è un omaggio memore di Stilnovo. Va letto così come è: prima le donne. E non per cavalleria. Perché Angelica, Alcina, Bradamante, Clorinda sono i motori di tutte le azioni del “Furioso”. E perché le prime tre strofe del canto V sono una formidabile proto-denuncia contro la violenza sulle donne, per prima quella domestica. Poi possono essere lascive, come Fiammetta, oppure omicide seriali, per loro c’è una intera isola (canto XIX). Ariosto era un uomo del nostro tempo, tratta le armi, gli amori, le imprese con un sentire contemporaneo. Corazze, spade, cortesie? Certo! Ma anche una celebre tirata contro l’uso dell’archibugio, arma vile, perché uccide a distanza, come oggi le atomiche (IX, 72-91). Ariosto vuole la lancia, il corpo a corpo, lealtà, viso aperto. Vuole i cavalli dai nomi sgargianti: Ippogrifo, Baiardo, Frontino, Brigliadoro, Rabicano…sono forza, libertà, passione. Come i colori che accendono i cento protagonisti di un poema meraviglioso e magico.
La regia di Davide Livermore punta su questi e altri nuclei narrativi: usa le magnifiche ottave del poema così come sono, amplificando tale poesia con lo struggente repertorio Quattro/Cinquecentesco eseguito dal vivo dall’Ensemble rinascimentale Chimera. Con un cast straordinario di donne e attrici, Livermore crea uno stupefacente spettacolo non solo cavalleresco, non ancora barocco, bensì capace di proporre un mondo metamorfico in cui si può cogliere quella ‘tinta’ incredibile e unica nella nostra letteratura che è la tinta dell’Orlando Furioso.

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