La grande arte è spesso ambigua. Shakespeare lo è sempre.
Come ne “Il Mercante di Venezia” sembra scrivere un testo antisemita, ma mette in bocca a Shylock uno dei brani più illustri in difesa della dignità del popolo ebraico, così in “Otello” compone una struttura drammaturgica che vede il Moro come artefice di un orribile delitto, ma pian piano fa emergere che il vero essere demoniaco è il bianco Jago.
In questo scenario così enigmatico l’unica certezza è la purezza di Desdemona, vera e propria vittima sacrificale. Lo spettacolo è ambientato negli anni più razzisti del secolo scorso e in un immaginario sud coloniale, visto che per il britannico Shakespeare, Cipro era una misteriosa e lontana località esotica.
Non si fa Otello senza tre grandi interpreti. Federico Vanni è uno dei maggiori attori italiani e attende il ruolo di Otello da molto tempo. Luca Lazzareschi ha una lunga consuetudine con Shakespeare: con il Teatro di Roma ha riscosso grande successo nel “Re Lear” di Lavia e in “Edipo re”, “Antonio e Cleopatra” e “Macbeth” di Luca De Fusco.
Mersila Sokoli, vincitrice nel 2025 del Premio Maschere del Teatro Italiano come attrice emergente, ha già interpretato molti ruoli di rilievo col Teatro di Roma diretta sia da De Fusco e che da Maccarinelli.
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