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06/12/2026 18:00

PEOPLE, PLACES & THINGS
COSE, POSTI E PERSONE
di Duncan Macmillan
traduzione Monica Capuani
regia Pierfrancesco Favino
con Anna Ferzetti
Betti Pedrazzi, Thomas Trabacchi, Totò Onnis
e Luca Massaro, Maria Giulia Toscano, Giorgio Stefani, Sofia Capo, Gabriele Badaglialacqua, Marta Virginia Morgavi
scena Luigi Ferrigno
costumi Roberto Chiocchi
luci Bianca Peruzzi
maestro di voce Susan Main
aiuto regia Luca Bargagna
movimenti scenici Marco Angelilli
foto di scena Enrico De Lugi

produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo in coproduzione con Teatro Stabile di Catania

Per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay

 

In questo dramma dell’autore britannico Duncan Macmillan, Emma, una talentuosa attrice di teatro, collassa mentre è in scena con Il gabbiano di Čechov, a causa dell’abuso di alcol e droghe. È Nina: non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o, forse, sono i suoi pensieri. Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà? Emma, controvoglia, si ricovera in una clinica per disintossicarsi convinta di restarci per il tempo minimo necessario a farsi dichiarare “pulita” ed essere in grado di tornare a lavorare invece finirà per rimanerci per diversi mesi. «In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza», scrive Favino nelle sue note, «questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile, una volta toccato il fondo, rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura».

Note di regia

Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra.
A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna, che non vogliamo più vedere, che ci fa tanta paura affrontare.
In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura.
Pierfrancesco Favino

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