È possibile rivendicare la parità anche nel diritto all’azzardo, nella possibilità di fare cose pericolose senza che questo diventi un capo d’accusa? Cosa succede quando è il mio stesso desiderio a mettermi in pericolo? Quando sono io a doverlo ridurre e rendere presentabile, per impedirgli di precipitare in esiti comprensibili, normali conseguenze?
La vita di una donna è un’esperienza ad alto rischio. Uno spettro che oscilla tra il preoccuparsi di apparire bellissime e la paura di subire un abuso. Tra la temibilità di una ruga e quella di un’ubriacatura finita male. Tra la violenza lenta del processo volto a raggiungere la perfezione e quella improvvisa di una mano che ti sfiora senza permesso. Tra il timore di non essere credute e quello di essere state, a conti fatti, “troppo”.
Attraverso la narrazione di una giornata tipo, la drammaturgia interroga il rapporto ambivalente tra desiderio e minaccia, tra immagine di sé e ritorno che dall’Altro proviene. Ogni gesto quotidiano diventa una micro-negoziazione con il pericolo: è il conflitto tra la volontà di autodeterminarsi e la frustrazione di non poterlo fare fino in fondo, è il labirinto in cui le cose si fondono fino a rendere indistinguibile il flusso frammentato di voci – moralizzanti e seduttive, accusatorie e autoassolutorie. Ed infatti, non è forse, ogni volta, solo e soltanto a partire da questo marasma che possiamo elaborare le nostre decisioni consapevoli?
Note di regia
Questa nota è qui per chiederti il consenso a essere letta. Ma la stai già leggendo. Quindi: troppo tardi.
Puoi smettere quando vuoi. Anche adesso.
Sei ancora qui?
Volevamo fare una performance sull’essere donna.
Ma essere donna è già una performance: truccarsi, piacere, essere credibili, non esagerare, non invecchiare, non provocare, non essere troppo disponibile, non essere troppo stronza. Capire quando dire no e, soprattutto, come dire sì senza essersela cercata.
Ogni gesto è una trattativa con quella sottile e rassicurante linea tra scelta e condizionamento, consenso e complicità, libertà e paura. Voi la marcate, noi la attraversiamo.
A forza di saltare da un estremo all’altro, forse abbiamo imparato a recitare.
E allora facciamo uno spettacolo.
Voi lo guardate.
Noi ci esibiamo.
Tutto regolare.
Sei ancora qui?
O stai pensando che, in fondo, questa cosa non abbia niente a che fare con te?
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